Miopia, ipermetropia e astigmatismo: che cosa significano
Pubblicato il: 27 luglio 2026
In sintesi
Nella miopia l'immagine cade davanti alla retina, nell'ipermetropia dietro, nell'astigmatismo si distribuisce lungo una linea invece di raccogliersi in un punto. I più legati all'ambliopia sono ipermetropia e astigmatismo, perché entrambi possono lasciare l'immagine sfocata a ogni distanza, vicino compreso. La miopia comporta meno rischio, dato che la vista da vicino resta nitida. Tre elementi decidono il rischio: l'entità del difetto, la differenza fra i due occhi e quanto presto viene corretto.
Queste tre parole ricorrono di continuo nelle visite e nelle prescrizioni. Tutte e tre sono varianti dello stesso problema di fondo: l'ottica nella parte anteriore dell'occhio non riesce a far cadere l'immagine esattamente sulla retina.
Cornea e cristallino lavorano come l'obiettivo di una macchina fotografica. Se il fuoco finisce davanti o dietro la retina, l'immagine si sfoca. La direzione e la forma di quello scarto danno il nome al difetto.
Miopia: il lontano si annebbia
Nella miopia l'immagine si mette a fuoco davanti alla retina. Il quadro è familiare: un bambino che non distingue la lavagna ma legge il suo libro senza fatica.
La miopia compare per lo più negli anni scolastici e tende a progredire durante la crescita, per questo la gradazione infantile viene rimisurata a intervalli.
Sul fronte dell'ambliopia la miopia è meno rischiosa delle altre due. Il motivo è semplice: la vista da vicino resta nitida, quindi il cervello continua a ricevere regolarmente un'immagine precisa negli anni dello sviluppo. Il rischio sale quando la miopia è molto elevata o quando i due occhi differiscono in modo marcato.
Ipermetropia: il difetto che sa nascondersi
Nell'ipermetropia l'immagine si mette a fuoco dietro la retina. Qui entra in gioco una caratteristica degli occhi giovani: il muscolo della messa a fuoco può contrarsi e annullare parte del difetto.
Ecco perché un bambino ipermetrope riesce comunque a leggere la tavola. Non è gratis: lo sforzo continuo porta mal di testa, stanchezza precoce da vicino e, in alcuni bambini, una deviazione dell'occhio verso l'interno.
L'ipermetropia è il difetto di refrazione più spesso associato all'ambliopia. Quando è elevata, o quando differisce fra i due occhi, il cervello riceve in modo stabile un'immagine più debole da un lato.
Una lieve ipermetropia è attesa nell'infanzia e diminuisce man mano che l'occhio cresce. A destare attenzione sono i valori che escono da questa correzione naturale.
Astigmatismo: una linea invece di un punto
Nell'astigmatismo la cornea non ha la stessa curvatura in tutte le direzioni. Pensate a un pallone da rugby invece che da calcio: più curvo lungo un asse, più piatto lungo l'altro.
La luce quindi non converge in un punto ma si distende lungo una linea. A differenza di miopia e ipermetropia ne risentono sia il lontano sia il vicino, così il bambino può non avere un'immagine pienamente nitida a nessuna distanza.
Un astigmatismo rilevante e non corretto, soprattutto se diverso fra i due occhi, può causare ambliopia. Conta anche il suo orientamento, ed è per questo che sulla prescrizione accanto al valore compare un asse.
I tre elementi che fissano il rischio
Il primo è l'entità. I difetti piccoli di solito non incidono né sull'acuità né sullo sviluppo.
Il secondo è la differenza fra i due occhi, spesso la più determinante. Un bambino con lo stesso difetto da entrambe le parti manda al cervello immagini di qualità simile; se c'è uno scarto, un lato resta stabilmente indietro.
Il terzo è il momento. Non corretto negli anni in cui il sistema visivo si costruisce, lo stesso difetto può trasformarsi in una perdita duratura di acuità. Nell'adulto quello stesso difetto è soltanto un bisogno di occhiali.
Cambiano nel tempo?
L'ipermetropia è comune nell'infanzia e di solito diminuisce con la crescita dell'occhio, perciò un valore a una certa età non annuncia quello di qualche anno dopo.
La miopia va nella direzione opposta: tende a progredire negli anni scolastici e in genere resta. L'astigmatismo è relativamente più stabile.
Tutti e tre si correggono con gli occhiali. Gli occhiali non eliminano il difetto: rimettono l'immagine al posto giusto sulla retina. Quando c'è di mezzo un'ambliopia, quella correzione è il primo passo della terapia, non un accessorio.
I termini usati qui
- Miopia
- L'immagine si mette a fuoco davanti alla retina: da lontano si vede sfocato, da vicino nitido.
- Ipermetropia
- L'immagine si mette a fuoco dietro la retina. Nei bambini il muscolo della messa a fuoco può mascherarne una parte.
- Astigmatismo
- La cornea non ha la stessa curvatura in tutte le direzioni, così la luce si concentra lungo una linea invece che in un punto, e ne risentono sia il lontano sia il vicino.